La CRI è ancora in Georgia e una trentina di nostri operatori, che dispongono di due nuclei cucina, autoarticolati, autocarri, due gruppi elettrogeni, una autoambulanza e tre fuoristrada, cucinano confezionano e distribuiscono cibo ai circa 2200 profughi di etnia georgiana alloggiati al campo che hanno lasciato l'Ossezia del Sud e la Buffer Zone per paura di ripercussioni nei loro confronti da parte della presenza di forze ostili.
“Ma non solo: serviamo pasti anche e ai quasi 2300 sfollati che hanno trovato riparo nei 29 "centri collettivi" dell'area di Gori e a 1000 anziani nella zona di Tbilisi” - ha sottolineato Lorenzo Massucchielli.
“Le ricette sono ideate da un cuoco georgiano che opera presso la nostra struttura: forniamo un pasto freddo (solitamente carne o pesce in scatola/ wurstel e uova) e un pasto caldo (pasta, riso, grano saraceno...) al giorno per persona, per un totale di oltre 10.000 pasti al giorno e più di 140.000 pasti prodotti dall'inizio dell'operazione a oggi”.
Attualmente il campo ha raggiunto una fase di stabilità e la situazione si sta avviando verso una seconda fase: l'inverno è alle porte e l'UNHCR sta già pensando ad un metodo per non far soffrire il freddo e le intemperie a tutti coloro che non vorranno rientrare nelle proprie abitazioni. In particolare anche alcune Organizzazioni non Governative stanno lavorando alla ristrutturazione dei Centri Collettivi, al fine di aumentarne la capacità d'accoglienza ed il comfort.
Visto il proseguo delle attività, si richiedono eventuali nuove adesioni alla iniziativa ricordando che al fine di alleviare le difficoltà dei profughi in vista dell'inverno, la Croce Rossa Italiana ha attivato una raccolta fondi: è importante partecipare se non direttamente almeno con una campagna di sensibilizzazione.
La CRI ha attivato un sito apposito con foto ed informazioni.
Per visitarlo, cliccare qui.
“Ma non solo: serviamo pasti anche e ai quasi 2300 sfollati che hanno trovato riparo nei 29 "centri collettivi" dell'area di Gori e a 1000 anziani nella zona di Tbilisi” - ha sottolineato Lorenzo Massucchielli.
“Le ricette sono ideate da un cuoco georgiano che opera presso la nostra struttura: forniamo un pasto freddo (solitamente carne o pesce in scatola/ wurstel e uova) e un pasto caldo (pasta, riso, grano saraceno...) al giorno per persona, per un totale di oltre 10.000 pasti al giorno e più di 140.000 pasti prodotti dall'inizio dell'operazione a oggi”.
Attualmente il campo ha raggiunto una fase di stabilità e la situazione si sta avviando verso una seconda fase: l'inverno è alle porte e l'UNHCR sta già pensando ad un metodo per non far soffrire il freddo e le intemperie a tutti coloro che non vorranno rientrare nelle proprie abitazioni. In particolare anche alcune Organizzazioni non Governative stanno lavorando alla ristrutturazione dei Centri Collettivi, al fine di aumentarne la capacità d'accoglienza ed il comfort.
Visto il proseguo delle attività, si richiedono eventuali nuove adesioni alla iniziativa ricordando che al fine di alleviare le difficoltà dei profughi in vista dell'inverno, la Croce Rossa Italiana ha attivato una raccolta fondi: è importante partecipare se non direttamente almeno con una campagna di sensibilizzazione.
La CRI ha attivato un sito apposito con foto ed informazioni.
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